Sic transit gloria mundi: Berlusconi si è dimesso.

novembre 13, 2011

Berlusconi ci prova, nella migliore tradizione piazzista contratta, propone a Monti le sue condizioni, ossia  Letta come vicepremier, governo a breve scadenza  e programma limitato al contenuto della lettera alla Bce. Non ottiene nulla di tutto ciò ma sembra che il governo Monti non interverrà nè sul conflitto di interesse nè sulla giustizia: sospiro di sollievo, le aziende di famiglia sono salve e il San Vittore ancora lontano. In serata Berlusconi raggiunge il colle e rassegna le dimissioni da presidente del consiglio. Lascia il quirinale ma non riesce ad evitare gli sberleffi della folla e i lanci di monetine. Si conclude così un quasi ventennio di stampo gattopardiano, un era asservita al famoso motto “tutto deve cambiare affinchè tutto rimanga uguale” cioè a quella subdola logica che spinse in molti a salutare con favore l’ingresso in politica del cavaliere, l’uomo che di lì a poco avrebbe dato un nuovo volto alla vecchia politica degli inciuci e dei compromessi.

Un finale che soddisfa molti pur essendo troppo incerto e confuso per essere il classico Happy End “e tutti vissero felici e contenti”. L’unica certezza e che il nuovo governo tecnico sarà guidato da Mario Monti, ma sul programma del noto professore si sa ancora molto poco per esprimere giudizi. Una manovra giusta imporrebbe almeno una seria lotta agli evasori fiscali e tagli alle caste dei privilegiati, due classi che Berlusconi ha sempre favorito e vezzeggiato. Non si sa come agirà Mario Monti in proposito, e ci si chiede quanto in là possa spingersi un personaggio vicino a Goldman Sacs, una delle banche all’origine dell’attuale crisi mondiale.

Un altro enigma riguarda la sorte di Silvio Berlusconi che lontano dai riflettori potrebbe, per l’ennesima volta, rigenerarsi come l’araba fenice per poi ritornare al momento opportuno, cioè quando qualcun’altro avrà compiuto le riforme che l’Europa ci chiede. Allora ci sarà il capro espiatorio da presentare come colui che ha dissanguato le finanze degli italiani e che questo sia vero o no ha poca importanza. Un altra ipotesi, non meno spiacevole, è che Silvio Berlusconi ritorni nella persona della figlia Marina.

A chi ritiene che questi scenari siano improbabili posso solo dire che finito Berlusconi non è finito il berlusconismo. Il sistema creato dal cavaliere è ancora vivo, i suoi uomini sono ancora attaccati alle poltrone pronti a creare ostruzionismo. Alcuni fedelissimi sono andati via dal partito rifugiandosi in FLI e UDC, alcuni lo hanno fatto in tempi non sospetti altri appena in tempo. Nulla di nuovo”Gli intellettuali sono i primi ad abbandonare la nave che affonda.Subito dopo i topi, ma molto prima delle puttane”. E la politica italiana è maestra di prostituzione morale.

No all’italia nucleare.

marzo 18, 2011

Il disastro Nipponico ha riportato sotto gli occhi del mondo gli effetti di una politica energetica ormai vecchia e da sempre troppo costosa e malsicura. In Svizzera è stata sospesa l’approvazione di tre nuove centrali nucleari, in Germania Angela Merkel si domanda se sia ancora il caso di prolungare la vita a questa forma di energia e anche dagli Usa giungono inviti alla riflessione. Ma mentre molti governi, sulla questione nucleare, fanno marcia indietro o almeno mostrano di porsi qualche interrogativo, nello stivale politicanti e scribacchini di infima categoria, si affannano a sminuire la situazione Giapponese ed elaborano teoremi volti a dimostrare che le centrali sono sicure. Così ritornano in Auge una serie di spot atomici ormai divenuti degli evergreen: ci viene detto che le centrali nucleari sono più sicure di quelle vecchie, come se minore rischio volesse dire rischio zero o comunque accettabile, ci viene detto che le centrali non saranno costruite laddove le regioni apporranno il loro veto, come se esse avessero voce in capitolo. Ma di fronte alla catastrofe che ha colpito Fukushima i soliti mantra pro nucleare non sono sufficienti a impedire alla gente di fare analisi critica, e allora si rende necessario trovare nuove formule; a questo proposito è tragicomica la trovata del ministro per l’ambiente Stefania Prestigiacomo, la quale senza timore di cadere nel ridicolo afferma “Il nucleare è una fonte di energia ecologica perché non emette CO2″. Non si contano i sedicenti esperti pronti a giurare, a favore di telecamera, sulla assoluta necessità del nucleare, il tutto con grande gioia dei signori del cemento, che in Italia si assicurano gli appalti a suon di tangenti e costruiscono case di sabbia. Basti pensare che Emma Marcegaglia presidente di Confindustria, in più occasioni pronta a fustigare il governo, ora spinge in direzione del nucleare giudicandola “un’opzione intelligente e necessaria”. Nessun accenno all’irrisolto problema delle scorie, anche perché il suddetto manipolo di esperti e politici non sa ancora che fare delle scorie prodotte dalle vecchie centrali nucleari, costruite prima del referendum e di fatto mai entrate in attività. Mentre il Giappone innalza l’allarme al livello 5, dall’Italia solo parole rassicuranti per imbonire, confondere, e intontire un popolo che sulla questione energetica si è già espresso all’indomani di Chernobyl. Ecco una breve raccolta dei recenti assist pro nucleare: “Sono convinta che ci sia bisogno del nucleare. Ci sono molte paure irrazionali ma non si può decidere sull’onda dell’emozione. Serve razionalità. È proprio il mio ambientalismo che mi fa dire sì: il nucleare è la fonte che, tutto sommato, inquina meno” Margherita Hack. Per fortuna che si dice ambientalista. “I sistemi di sicurezza si spengono automaticamente, così è accaduto in Giappone, solo in uno questo meccanismo non ha funzionato a regola d’arte.” Paolo Clemente responsabile del laboratorio rischi naturali Enea. E che sarà mai. “La posizione rimane quella che è. Non è che si può cambiare ogni volta” Fabrizio Cicchitto, l’incoerente. Rispetto a quanto asserito nelle prime ore, sembra tuttavia, che persino il nostro governo abbia rispolverato parole come “prudenza” e “riflessione” . Preoccupazione per la salute dei cittadini? No solo una concreta possibilità che la paura del nucleare porti al quorum il referendum sul legittimo impedimento, o come si è lasciato sfuggire il ministro dell’ambiente “E’ finita. Non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare, non facciamo cazzate: dobbiamo uscirne ma in maniera soft”.

I politici italiani bocciati in storia.

marzo 17, 2011

A voler riassumere in poche parole, degne di un bambino delle elementari, quanto accadeva il 17 marzo  del 1861 basterà dire che il Parlamento Italiano, guidato all’epoca da Cavour, proclama la nascita del Regno d’Italia mentre Vittorio Emanuele II di Savoia assumeva il titolo di Re della nuova entità statale. Questo in breve l’epilogo di tutti quegli eventi che sui libri di Storia si trovano alla voce Risorgimento. Oggi per ricordare quel giorno di centocinquanta anni i nostri politici partecipano a trasmissioni e parate, in un tripudio di tricolore e un risuonare di Inni patriottici. Tutti escluso qualche leghista, che come è noto, fa della bandiera lo stesso uso dei rotoloni Regina. Visto il grande impiego di energie,  discorsi preconfezionati imbevuti di retorica e denaro utilizzato per le celebrazioni, il minimo che ci si aspetta è che i suddetti politici  abbiano almeno una vaga idea di quello ciò sta accadendo.

Ci pensa invece, un servizio delle Iene con l’inviata Sabrina Nobile, a rivelare l’ignoranza storica di molti politici che in questi giorni giocano a interpretare la parte dei patrioti dell’ultima ora. La prima a essere interrogata è Daniela Santanchè, che alla domanda dell’inviata svicola abilmente consigliando alla malcapitata di leggere i libri di storia, per poi allontanarsi facendo intendere di saperla lunga. A essere onesti borbotta qualcosa a proposito dell’unità di Italia. Forse sotto tanta plastica qualche Neurone si conserva ancora.

Minore prontezza di spirito  e maggiore ignoranza, dimostra l’ex onorevole della Margherita Cinzia Dato, la quale coprendo con la mano la telecamera fa in tempo a dire “togliete, togliete” prima di svignarsela onde evitare nuove e imbarazzanti domande.

Anche per Claudio Barbaro di FLI la solita domanda su cosa si celebra il 17 marzo. L’onorevole tenta una risposta “La presa di Porta Pia forse”  quindi fa il nome della prima capitale di Italia, ma non ricorda il nome del primo Re d’Italia. La Nobile chiede ancora da chi era governato il Regno delle due Sicilie e Barbato con l’aria di chi debba rispondere a una domanda sin troppo ovvia esclama “I Savoia”. E dire che sul Sud libero dai Borbone i nostri politicanti hanno  tanto ricamato, ora viene da chiedersi se saprebbero indicarlo sulla cartina geografica.

La successiva a essere interrogata e Nunzia Di Gerolamo, nota sostenitrice  Papale (nel senso di Papi) . Quest’ultima ribatte di chiedere a Maroni anche se lei sa cosa è accaduto il 17 marzo, ma non vuole dirlo. Peccato non sia così silenziosa quando si tratta di difendere Silvio e i suoi Bunga Bunga Party. Si risparmierebbe molte figure barbine.

Tra i patrioti del PD non va meglio: dopo aver sbagliato il nome del primo Re di Italia, l’onorevole Bobba risponde ai successivi quesiti con un “non me lo ricordo”.  La famosa memoria corta del Partito Democratico, la stessa che permette a Mr B. di governare quasi indisturbato per l’ennesima volta.

Incommentabili le risposte dell’ex UDC Alaimo: avete presente quando a scuola, per non rimanere a scena muta, iniziavate con l’improvvisazione. Ecco, sembra la stessa tattica dell’onorevole.

Per Formigoni, il 17 marzo del 1861 non è accaduto alcunché, si tratta solo di una data scelta a caso per festeggiare l’unità. La  Iena Sabrina Nobile rimane a corto di parole, e la sottoscritta anche.

Non si ha maggior fortuna con Fabio Mussi che pure fu ministro dell’istruzione, né con altri politicanti, di vari schieramenti. esperti nell’arte di proferire risposte a caso. Si conclude infine con l’onorevole Daniele Marantelli del PD, il quale fingendo di essere  distratto da qualcosa  che richiede la sua attenzione si da a una poco dignitosa  fuga.

Niente di sorprendente insomma se non l’ennesima prova dell’indegnità della classe politica italiana, incapace perfino di conoscere a grandi linee la nascita della nazione che rappresentano. E pensare che solo qualche settimana fa, il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini proponeva agli studenti di dedicare il 17 marzo all’approfondimento. Non sarebbe una cattiva idea a patto che le lezioni si tengano in parlamento, a camere riunite ovviamente.

Caro Pg Battista, Clegg e Berlusconi non sono proprio uguali.

maggio 8, 2010

Ormai è impossibile navigare tra le pagine del Corriere della Sera senza imbattersi in qualche malato di terzismo allo stadio terminale. Ieri a darcene prova è stato ancora una volta Pierluigi Battista, quel simpatico omino baffuto che dalle principali tv e dai suoi editoriali tenta di inculcarci le nozioni basilari del credo Berlusconiano ossia: il Lodo Alfano esiste anche in Francia, in Italia si fanno troppe intercettazioni, la Magistratura è politicizzata, la tv non influenza i voti.

 L’ultimo punto è sicuramente il cavallo di battaglia dello scribacchino del corriere, tanto che pur di riaffermarlo si lancia in temerari quanto infondati confronti con la Gran Bretagna.

In un video editoriale, Battista, sostiene che Nick Clegg è stato sconfitto nonostante il buon esito delle apparizioni televisive. Ciò dimostrerebbe che “siamo tutti vittima di un grande pregiudizio cioè che le fortune politiche nascano dalla televisione”

Insomma è un evidente sviolinata all’ex editore  nonché  inutile utilizzo delle ghiandole salivari. Inutile perché il parallelo tra Clegg è Berlusconi non ha motivo di esistere.

Clegg, il quale vive in un paese dove non intervengono improbabili Par Condicio o censure preventive che neanche nello Zimbabwe, ha partecipato ad alcuni programmi riuscendo a fare la sua buona impressione.

Clegg non si trovava in una delle sue 3 televisioni attorniato dai suoi dipendenti. Nessun Minzolini alla BBC ha nascosto le sue gaffè e ha enfatizzato gli errori dell’avversario.

Apparire in televisione è diverso da possedere una televisione.

Sulla sorte di questo blog

marzo 31, 2010

Poichè l’utente Dec nel posto precedente (ma anche altri privatamente) mi chiede del futuro del mio blog ho deciso di rispondere con un post apposito.

Inanzitutto dico a Dec che mi invita ad occuparmi di latino anzichè di politica che le due cose non sono inconciliabili. Cosa mi impedisce di politicare e latineggiare allo stesso tempo?

Caro Dec, occuparsi della res publica è diritto di tutti cosi come denunciare i comportamenti di una casta legibus soluta che sempre più spesso si nasconde dietro un esistente fumus persecutionis che sempre conduce all’ennesima legge ad personam. Niente mi impedisce di scrivere quanto assurdo il concetto di alte cariche essendo il premier solo un primus inter pares o criticare un presidente della repubblica neanche lontanamente super partes. E cosa dire della tanto sbandierata quanto inapplicata meritocrazia? Renzo Bossi pluribocciato si avvia alla carriera politica, mentre molti altri pur con un iter di studio eccellente da anni inviano curricula senza troppi risultati. Ma di questo nulla sarà detto al TG1 di Minzolini indaffarato a parlarci di un fittizio vulnus istituzionale, con buona pace di quelli ancora credono di vivere in una democrazia sana.

Si lo so dura lex sed lex. Ma non è un buon motivo per tacere.

Riguardo alla continuazione di questo blog deciderò. Certo è che al momento alla mancanza di tempo si unisce anche un certo scoraggiamento per una situazione politica che sembra immutabile e che questo progetto di certo non può neppure scalfire.

Circo Italia

giugno 26, 2009

Cari lettori, con questo post voglio fare il punto degli ultimi eventi accaduti nella nostra burlesca Repubblica. Purtroppo le buone notizie non sono pervenute dunque se siete già di cattivo umore o siete fans del irriducibiledi  ottimismo di Papi Silvio non leggete oltre! Se invece volete sfidare la sorte proseguite…e non dite che non vi ho avvertito.

Si comincia!

L’Italia sta diventando sempre più il paese del Panem e Circenses. Ma considerando il Pil che scende a picco, la crisi e la cassaintegrazione direi che è possibile levare il panem. In compenso i circenses abbondano. Soprattutto a Villa Certosa dove sono stati immortalati finti matrimoni, Topolanek nature e fanciulle in topless. E le fanciulle i casti pigiami di cui parlava Ghedini?

Non sfigura neppure Palazzo Grazioli dove l’imprenditore Tarantini recluta ragazze immagine ed escort per Silvio “l’utilizzatore finale”. E secondo la testimonianza di Barbara Montereale anche ragazze dell’est vestite da babbo nataline

Intanto Minzolini, che di tutto ciò non parla, è riuscito nell’arduo compito di far rimpiangere Riotta. Garimberti lo richiama, il sindacato della rai protesta mentre l’ordine dei giornalisti dorme. Feltri si produce in una serie di titoli esileranti: “Siamo tutti Berlusconi” e “Berlusconi Censurato”. Bondi riflette sulla Democrazia a rischio “Giornali e TV sono vergognosamente schierati contro il Premier: ormai siamo al limite della Democrazia”. Infine ecco il Gasparri pensiero: “Se il peccato, si fa per dire, di Berlusconi fosse stato quello dell’omosessualità, avrebbe goduto di maggiori tutele. Le lobby gay lo avrebbero difeso». Sorvolando sulla differenza tra essere gay e frequentare prostitute anche in tal caso sorgerebbero problemi per il Berlusconi chiesa e famiglia.

Insomma in molti rischiano la consumazione delle ghiandole salivari nel timore che qualche malafemmina possa riuscire dove hanno fallito le leggi ad personam, il conflitto di interessi, le varie prescrizioni e assoluzioni con formule dubitative cioè dimostrare che Berlusconi non è uno statista in quanto “Non ha idee, solo interessi” (I. Montanelli).

L’opportunità morale e legale di simili comportamenti è già stata discussa riguardo al caso Sircana e nemmeno allora sono seguite le auspicabili dimissioni. Ma per i fatti di Villa Certosa e Palazzo Grazioli  sorge un altro inconveniente ben più grave perchè intacca la credibilità della politica: la possibilità che le ospiti del Premier siano ricompensate con seggi elettorali.

Niente di tutto ciò si addice a un partito ancor più se questo si presenta come difensore della cristianità e della meritocrazia. A meno che, ancora una volta, non prendiamo per buone le parole di Montanelli: il bordello è l’unica istituzione italiana dove la competenza è premiata e il merito riconosciuto.

E a proposito di case chiuse non credete sia ora di provvedere a una loro riapertura?

Marrazzo è stravagante: si dimette.

ottobre 24, 2009

Piero Marrazzo deve essere un tipo stravagante, anche se non è stato pedinato da canale 5 mentre andava dal barbiere indossando calzini turchesi. Semplicemente  perchè essendo al centro di un sex gate che lo rendeva ricattabile si è giustamente dimesso, sia pure scoperto per caso e dopo una serie di dichiarazioni poco credibili e qualche urlo al complotto.  In ogni caso si è dimesso al contrario dell’utilizzatore finale Berlusconi e di Sircana.

Ma sul Giornale che fu di Montanelli oggi di Vittorio Feltri recentemente richiamato alle armi (giornalistiche) in difesa di Silvio Berlusconi, si scrivono i soliti aricoli il cui senso è “fanno tutti come Silvio”. E visto che al Giornale sono molto a favore della riservatezza ci sono state regalati fiumi di inchiostro e ampi brani verbali urlando allo stesso tempo alla censura da parte dei media di sinistra. A Feltri sfugge che l’Unità ha dedicato le pagine 14 16 al caso, Repubblica le pagine 6-7-9 e 11.

Al Giornale se la prendono anche con Roberta Serdoz giornalista del programma Linea Notte su Rai 3 moglie di Piero Marrazzo anche lei colpevole di censura. Ovviamente la signora avrebbe avuto un conflitto di interesse ma al Giornale questo termine proprio non lo conoscono.

 

UPDATE: Complice l’ora tarda (almeno per me) ho commesso un errore Marrazzo si è autosospeso non dimesso, cedendo la guida della regione a Esterino Montino. Le dimissioni vere e proprie saranno presentate in un secondo momento e questo dovrebbe servire a evitare le elezioni anticipate.

Mi scuso con i miei lettori per l’inesattezza.

 

 

Io lo strozzerei

novembre 30, 2009

Guardate la foto.  E ora non ditemi che non lo avete  immaginato così, che non vi è  venuto in mente nemmeno  per un secondo uno dei boss dei film che ci fanno fare una bella figura all’estero.

Non ditemi che non vi siete indignati nel vedere l’ennesima bella figura dovuta alle sue parole. Il tutto sotto gli occhi di un gruppo applaudente.

Non ditemi che voi considerate Saviano uno che indagando nei loschi affari dei Casalesi contribuisce all’immagine negativa dell’Italia nel mondo. Neanche fosse un presidente del consiglio che inneggia a Mangano eroe.

Non ditemi che il sacrificio di Falcone e Borsellino e solo materiale per film che raccontano un Italia da brutta figura. Più brutta che avere un partito che ha tra i padrini fondatori un condannato in primo grado per concorso esterno in  associazione mafiosa.

Non ditemi che vi  preoccupa più qualche libro che non un Cosentino che rifiuta di dimettersi e farsi giudicare. O che proprio vi vergognate dei film sulla mafia ma non vi interessa poi tanto degli omaggi alle cosche come lo scudo fiscale o la disapplicazione del 41 bis.

Non ditemi che detestate i magistrati che indagano sui reati mafiosi peggio di un Carnevale presidente della cassazione, che di favori a Cosa Nostra, ne ha fatti tanti.

Non ditemi che ci credete quando Don Silvio dice di aver fatto più di tutti contro la Mafia.

 

N.B poichè dopo la stagione degli aspiranti Papi killer di Facebook di cui ha tanto parlato Feltri, non vorrei che alcuni lettori del blog pensassero che voglio inaugurare la stagione dei Papi killer quì su wordpress, preciso che il titolo è da intendersi in senso puramente figurato.

Desideri per il 2010

dicembre 31, 2009

Ecco una lista di cose che mi piacerebbe vedere realizzate per il 2010. Alcune sono fattibili altre sono lontane dalla realizzazione, tuttavia è bello pensare in modo ottimista. Buona lettura e naturalmente  Buon anno.

- Avere un Premier possibilmente senza conflitti di interesse, senza processi, senza contorno di escort e minorenni, senza propensioni alla narrazione di barzellette fuori luogo e senza eroi in stile Mangano. Insomma un premier normale di una democrazia normale.

- Feltri si occuppi del settore di giornalismo  a lui più congeniale: il gossip. In tale settore le sue doti nel falsare notizie gli saranno senza dubbio molto utili.

- Gasparri dica una cosa sensata (Utopia!)

- Gli inciucisti fuori dal PD.

- Minzolini si astenga da ulteriori lecchinerie.

- Vespa faccia una domanda almeno un pò spinosa al cavaliere, possibilmente facendosi dare la risposta.

- Santoro concluda una puntata di annozero non seguita dai soliti titoli preconfezionati del Giornale.

- Questo blog continui a mantenere la fiducia dei suoi lettori.

                                                 Buon 2010

 

Agiografia di San Bettino

gennaio 14, 2010

A pochi giorni dal decennale della morte di Bettino Craxi destra e sinistra, corrotti e corruttori, si apprestano a celebrarne le gesta. Ad aiutarli nel compito pennivendoli di corte che, con la penna intinta nella saliva, ne scrivono l’agiografia.

Pierluigi Battista, nel tentativo di smentire la biografia profana di Luigi Ferrarella, scrive: “Non riduciamo Craxi ai suoi guai giudiziari. Anche Helmut Kohl ha avuto i suoi guai giudiziari, ma nessuno si sognerebbe di disconoscere la sua statura di statista o di oscurare il suo ruolo. Ha ragione Luigi Ferrarella a ricordare che ha subìto condanne passate in giudicato. Ma una feroce damnatio memoriae ha sin qui avuto l’effetto di annullare o immeschinire la figura di Craxi”

Vi invito invece a leggere per intero ciò che scrive Filippo Facci, miracolato dal santo in vita e fedele devoto ancora oggi. (Per leggere cliccare qui)

Solo per citarne alcuni. Non si contano invece gli esponenti della classe politica desiderosi di rendere omaggio a San Bettino con al dedica di strade e pellegrinaggi ad Hammamet.

Ma Ricordiamo insieme alcuni miracoli del Beato Bettino:

- Raddoppiò il debito pubblico in pochi anni

- Fece sparire miliardi di soldi pubblici dalle casse dello stato  per farli poi riapparire nei suoi conti uin svizzera.

- Donò leggi ad personam ai suoi fedeli amici.

Bettino è ricordato anche per essere il santo protettore delle seguenti categorie:

- Tangentari.

- Latitanti esuli in terra straniera.

 - “Perseguitati” dalla magistratura.

Preghiere da rivolgere a San Bettino:

IL BETTINO NOSTRO

Bettino nostro che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome

e ad esso siano dedicate piazze e strade.

Sia fatta la tua volontà

come a destra così a sinistra.

Dacci oggi la nostra tangente quotidiana

e rimetti a noi la nostra percentuale.

Non ci indurre a confessare

ma liberaci dai magistrati

Amen.

L’AVE BETTINO 

Ave o Bettino

pieno di condanne,

la casta è con te.

Tu sei Benedetto tra i corrotti

e benedetto è il frutto della tua politica: Silvio.

Santo Bettino, padre dei tangentari

prega per noi corruttori

adesso e nell’ora

del nostro processo amen.

GLORIA

Gloria a Bettino, a Silvio e alla Casta. Come era nella prima repubblica è nella seconda di legislatura in legislatura. Amen.

 

 


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