I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.
Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.
Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.
Questo è qunto si legge nell’articolo 18 della costituzione. Allora come fermare gli studenti, che in questi giorni protestano contro la riforma Gelmini in virtù del principio “La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.” (Articolo 34 della costituzione)?
La ricetta anti protesta giunge dall’attempato Francesco Cossiga, che in un intervista ricorda nostalgicanente i tempi in cui lui da ministro degli interni mise fine alle proteste studentesche: basta fare in modo che le manifestazioni non siano più pacifiche.
Ecco quali consigli dispensa a Maroni.
Cossiga: “Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero Ministro dell’interno.”
Giornalista:Ossia?
C: In primo luogo, lasciar perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito….
G: E gli universitari?
C: Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
G: E dopo di che?
C: Dopo di che forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri
G: Nel senso che?
C: Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.
G: Anche i docenti?
C: Soprattutto i docenti Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!»
L’intervista prosegue tra i ricordi di come nacquero le brigate rosse e altre perle di (finta) democrazia. Certo è che tra affermazioni modello Sismi e altre da ventennio fascista, l’ex presidente della repubblica, ha fatto una figura estremamente misera. Come si giustificherà dopo questa lezione su come manipolare l’opinione pubblica? Le probabilità sono due, o attribuirà la colpa a una delle tante malattie senili che colpiscono i nostri nonnetti o nel solco di una tipica difesa Berlusconiana affermerà ”sono stato frainteso”.

Un altra disfatta per l’avvocato Gaetano Pecorella, che vede ancora una volta sfumare la sua elezione a giudice costituzionale per l’assenza del numero legale di parlamentari presenti. Dopo l’ennesima votazione conclusasi in un nulla di fatto si è creata una situazione di stallo che su proposta della maggioranza potrebbe risolversi in uno scambio di voti: Orlando in vigilanza Rai in cambio di Pecorella alla corte costituzionale.