Date a Cesare quel che è di Cesare


Cesare Previti

Dubbi riguardo all’onestà di Cesare Previti, sorgono gia dal 1973, quando in qualità di tutore della marchesina Annamaria Casati Stampa,allora minorenne, si incarica della vendita della villa di Arcore. La villa Casati Stampa, con tutti i beni contenuti sarà venduta all’amico di Previti, Silvio Berlusconi per un totale di 500 milioni. Un prezzo assai inferiore al valore di mercato della proprietà. Berlusconi paga il dovuto non in contanti ma in azioni immobiliari non quotate in borsa. Quando l’erede dei Casati Stampa tenterà di monetizzare il titoli scoprirà di avere in mano carte senza valore.  A quel punto, Previti e Berlusconi offrono di ricomprare le azioni, ma alla metà del prezzo inizialmente pattuito. La vicenda è raccontata nel libro “Gli affari del presidente” al capitolo intitolato “il grande imbroglio”.

Negli anni successivi le operazioni poco trasparenti di Previti giunguno in tribunale lo ritroviamo in tutti e tre i processi del filone “toghe sporche”. Nel 2000 inizia il processo sme nato in seguito alla scoperta di alcuni versamenti pagati da Previti, Berlusconi e Pacifico ai giudici Squillante e Verde, affinchè “aggiustassero” la sentenza relativa alla vendita della SME in favore della fininvest.

Al processo Sme Previti è imputato per corruzione e condannato in primo e secondo grado a 5 anni a fronte degli 11 chiesti dal Pm. La cassazione, con sentenza del 30 novembre 2006, annulla le due precedenti sentenze per incompetenza della procura di Milano. Una Versione diversa si legge sul sito di Previti il quale scrive “La sentenza di primo grado mi ha assolto “perché il fatto non sussiste” di fronte alla palese inconsistenza e strumentalità delle accuse.”

Nel 2006 viene condannato per corruzione legata al processo IMI-SIR dalla cassazione. La condanna e di sei anni più l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Lascierà il parlamento nel 2007 dando le proprie dimissioni poco prima che il parlamento votasse per la sua interdizione.

Il 14 luglio 2007 viene condannato a un anno e sei mesi con sentenza della cassazione. L’accusa era di aver Corrotto il giudice Metta affinchè annullasse una precedente sentenza che affidava la Mondadori a Carlo De Benedetti anzichè a Silvio Berlusconi. 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

 

Etichette: , , , , , , , , ,

2 Risposte a “Date a Cesare quel che è di Cesare”

  1. Massimiliano Dice:

    Precisazione: Elisabetta, dal libro di Luca Telese, La Marchesa La Villa e il Cavaliere risulta che Annamaria Casati, l’erede, compie i suoi 18 nel 1972. E’ proprio in quell’anno e per quel preciso motivo, oltre che per il fatto che vi erano più di un miliardo di lire da pagare al fisco (tasse relative alla villa), che l’Avv. Previti telefona alla marchesina sollecitandole la vendita. Quindi la marchesina nel 1973 ha 19 anni.

  2. elysabetta Dice:

    Ti ringrazio per la precisazione, che oltretutto viene da un giornalista degno di fede. La questione è, secondo me, molto interessante. Peccato sia poco trattata.
    Mi scuso per il ritardo nella risposta ma ormai ho davvero poco tempo da dedicare al blog…anche se a dire il vero incide anche lo sconforto per una politica che appare votata all’eterno ritorno dell’uguale.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.