Di Pietro è l’onorevole che mette tutti d’accordo, infatti, quando scende in piazza, come accaduto ieri a Piazza Farnese, la polemica è bipartisan. Ai cori di protesta si aggiungono anche certi organi di partito comunemente denominati telegiornali, subito seguiti dalla carta stampata.
I titoli dei giornali sono copia conforme come ai tempi del Min.Cul.Pop fascista: “Di Pietro offende Napolitano” “Di Pietro accusa Napolitano di atteggiamenti mafiosi”. Mario Giordano, poi, esercita la sublime arte della disinformazione riuscendo persino a non dire l’obiettivo della manifestazione. (vedi sul sito de il Giornale “Il demagogo in trappola).
Lo svolgimento dei servizi televisivi il seguente:
-Breve introduzione in cui si dice che a una non meglio definita manifestazione Di Pietro attacca Napolitano.
- Audio della manifestazione si ascoltano le seguenti parole “Ci possiamo permettere, signor PRESIDENTE della Repubblica, di accogliere in questa piazza anche QUALCUNO DI NOI che non è d’accordo su ALCUNI SUOI SILENZI?” taglio “il SILENZIO uccide,
il SILENZIO è mafioso, il SILENZIO è un comportamento mafioso“. Si deduce che poichè Napolitano tace agisce da Mafioso.
- Audio su dichiarazioni indignate bipartisan.
Peccato che a sentire tutto il discorso (compresa la parte tagliata) si capisca che la frase “il silenzio è mafioso” non è riferita a Napolitano. Questione di grammatica.
Ma tanto basta per montare la notizia. Partecipa anche la trasmissione omnibus di la7: presenti tutti gli schieramenti tranne l’Idv, con buona pace del tanto invocato contraddittorio.
Che dire poi dello striscione “Napolitano dorme, l’Italia insorge”? E delle accuse al Presidente di non essere imparziale? Vilipendio,oltraggio, scandalo dicono i valorosi difensori del presidente. Ma, certo dipende da chi lo dice. Se si tratta dell’Idv è vilipendio,scandalo, oltraggio se lo dicono altri è diritto di critica. Ecco alcuni esempi di diritto di critica ad personam:
Il presidente della Repubblica è un uomo di parte? “È stato eletto dalla sinistra”. Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, risponde così alle domande del Tg3 riguardo alla polemica seguita alle sue parole su Giorgio Napolitano. ( Repubblica)
Marco Pannella in una irruzione mattutina nella sua Radio Radicale, appena finita la storica e sempre stimolante rassegna di «stampa e regime», egli ha strapazzato come assolutamente non merita il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, contestandone «l’imparzialità». (Il Tempo)
La Bertolini in particolare affonda il colpo: «Lo diciamo con rispetto, ma Napolitano dovrebbe sempre avere quell’atteggiamento super partes che il suo altissimo ruolo istituzionale richiede. Purtroppo oggi ha dato giudizi politici di parte su Prodi, dando una mano ad un governo debolissimo che al Senato si regge grazie ai voti dei senatori a vita, mai eletti da nessuno, sorretto da una finta maggioranza che litiga tutti i giorni». (Corriere della sera)
Berlusconi attacca: al governo dovremo «passare sotto le he caudine di un capo dello Stato che sta dall’altra parte. Poi fa marcia indietro, ma il Quirinale commenta: «Affermazioni gravi». ( l’unità)
Non so se devo temere l’arrivo dei corazzieri a difesa di Villa Arzilla, ma una cosa è certa: Giorgio Napolitano non ha alcun titolo per distribuire patenti etiche. Per disdicevole storia personale, per palese e nepotistica condizione familiare, evidente faziosità istituzionale. E’ indegno di una carica usurpata a maggioranza”. (Dichiarazione di Storace. La repubblica).
In passato, senza molti clamori, non sono stati risparmiati altri Presidenti della repubblica:
Berlusconi attacca Ciampi -«ha favorito la sinistra» durante il suo settennato — ma è sibillino anche su Napolitano — «simpatico, brav’uomo… ma non sappiamo a chi rivolgerci» (l’unità)
Siamo delusi dalle dichiarazioni del presidente Ciampi ad Avellino sulle politiche auspicabili per il Mezzogiorno”. Così il presidente dei deputati leghisti Alessandro Cè attacca il presidente della Repubblica che ieri aveva detto: “Far crescere il Sud è una priorità nazionale” e oggi ha ribadito: “Accelerare il processo di sviluppo civile e di crescita produttiva del Mezzogiorno rimane una priorità dell’agenda di lavoro del nostro paese e deve essere impegno pieno di tutti”. Frasi che Cè bolla come “retorica meridionalista, dannosa per il Sud e irritante per il Nord”. (Repubblica)
Il leghista Roberto Calderoli, intervenendo ieri alla trasmissione Porta a Porta, ha spiegato polemicamente che «la perdita del potere d’ acquisto da parte degli italiani, dovuta all’ euro, è responsabilità di un signore che è innominabile e di Romano Prodi», che allora ricopriva l’ incarico di presidente della Commissione europea. «L’ innominabile» è il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi: all’ epoca dell’ ingresso dell’ euro era ministro del Tesoro. (Corriere della sera)
“Quel Rasputin impazzito che sta al Quirinale”? (Bossi su Scalfaro, Repubblica)
“Scalfaro è un serpente, un traditore, un golpista” (Silvio Berlusconi, La Stampa)
E i difensori del capo dello stato dove erano mentre si dicevano tutte queste cose? Ah si, a riaffermare il diritto di critica.

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