Lactacyd, da oggi Rondacyd.


Che i partiti politici ricorrano ai mezzi più svariati per farsi propaganda non è una novita ma che per farlo ricorrano alla pubblicità di un detergente intimo è decisamente singolare. Eppure nel nuovo spot del sapone Lactacyd il riferimento alla politica è evidente. Nel consueto sfondo rosa, a distanza di pochi secondi, appaiono le seguenti frasi “8 donne su 100 sono state perseguitate da un ex”  “42 donne su 100 si sentirebbero più sicure con le ronde cittadine”. La prima frase è un chiaro riferimento alla legge sullo stalking (legge inutile se passasse la cosidetta riforma della giustizia). La seconda frase non si cura di nascondere la vicinanza con la politica leghista.

La campagna pubblicitaria è stata curata, come tutte quelle della Lactacyd, dalla società Grey Worldwide. Lo spot è basato, come i precedenti, sulle risposte di un campione di donne ad alcune domande. Il sondaggio è stato proposto sul blog della rivista femminile Grazia che vanta tra le sue firme il sarto- giornalista Bruno Vespa e Filippo Facci  che in versione Casanova cura la rubrica “L’imperfezione delle donne”. Il tutto mentre apparentemente Lega e Pdl sembrano litigare sul decreto della discordia.

Ma non è tutto: i risultati riportati nello spot sono attendibili quanto quelli che danno Berlusconi al 76% di gradimento. Leggendo i risultati sul blog di Grazia emerge che mentre il 42% delle votanti ha scelto l’opzione più sicura,il 44% ha votato ne più ne meno sicura e il 9% più insicura. Dunque se la matematica non è un opinione il 53% (44+9) delle donne che hanno votato ritiene che le ronde non modificherebbero o peggiorerebbero la situazione.

Ora scoperta la frontiera della pubblicità politico-asservita si attendono nuove proposte. Magari uno slogan tipo dove c’è Silvio c’è casa associato alla ricostruzione in Abruzzo oppure, dati recenti sondaggi, Silvio il politico più amato dagli italiani.

Intanto il Lactacyd è finito nella mia lista nera dei prodotti da evitare.

 

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3 Risposte a “Lactacyd, da oggi Rondacyd.”

  1. danking Dice:

    Veramente una pubblicità vergognosa, accostare le paure delle donne e i loro bisogni intimi ad un provvedimento scandaloso razzista e classista, espressione di una classe politica facinorosa e ignorante. Aggiungo tra l’altro che si è falsato un sondaggio riportando solo le donne favorevoli e non la totalità delle contrarie, inoltre l’autorevolezza del magazine è risibile.

  2. sendigiovus Dice:

    Per immettere sul mercato i suoi prodotti, la Lactacyd ha bisogno di una autorizzazione ministeriale, conosciuta come “decreto AIC”. E’ chiaro che certe annose pratiche burocratiche potrebbero anche essere “velocizzate”, se l’azienda mostra una compartecipe ‘sensibilità’ ai temi cari ai regnanti di turno… Certe iniziative zelanti premiano, infatti la Lactacyd sembra andare d’accordo con tutti i governi e con ogni amministrazione, senza badare al colore… Forse per la qualità dei suoi prodotti? A tal proposito, io non posso confermare.

  3. elysabetta Dice:

    Grazie Danking per la tua osservazione. Grazie anche a te Sendigiovus per avermi segnalato la storia del “decreto AIC”. Non la conoscevo e la terrò presente per il futuro casomai questa pubblicità si rivelasse la prima di una serie pro governo.

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